Xylella e il clima

Xylella e il clima

Negli ultimi due/tre anni si è sentito parlare di ‘Xylella fastidiosa’ in riferimento al fenomeno del disseccamento rapido degli ulivi nel Salento.

La Xylella è un batterio che ostruisce i vasi adibiti al trasporto di acqua e soluti dalle radici alle foglie. Il danno, a livello produttivo, è sulla  quantità di olio  che la pianta potrebbe produrre (fin quando rimane vitale) e non sulla sua qualità. A livello europeo quello di  Xylella  in Salento è il primo esempio di insediamento sul territorio, ma il batterio è già noto da tempo per causare danni alle specie vegetali con lo stesso microrganismo che può manifestarsi in  modalità diverse, come la malattia di Pierce sulle viti della California o la variegatura degli agrumi in Brasile.

L’anno 2017 è iniziato in modo anomalo nel nostro territorio. Noi Salentini siamo abituati ad un inverno umido con temperature medie stagionali del mese di Gennaio e Febbraio intorno ai 6/7 °C. Dal 6 Gennaio all’ 8 Gennaio il Salento è stato colpito da una gelata polare che ha fatto registrare accumuli di neve di oltre 20 cm, con temperature massime di 0 °C e minime di -5°C. Per coloro che vivono in zone di montagna può sembrare una situazione abituale ma di certo non lo è per chi vive in questo luogo, dove il mare regna sovrano e le nevicate si manifestano raramente e sono comunque poco durature.

Questo evento straordinario ha ‘modellato’ il paesaggio rustico del Salento offrendo un suggestivo e raro spettacolo con gli uliveti imbiancati e le spiagge e le scogliere coperte da una spessa coltre bianca.

Se da un lato i salentini sono entusiasti di questo insolito evento meteorologico non si devono trascurare d’altra parte gli effetti negativi che tutto ciò porta all’agricoltura, il gelo sta distruggendo le coltivazioni orticole e le serre. Molti olivicoltori si sono interrogati sulla possibilità concreta che questa nevicata possa aver apportato benefici o possa aver invece aggravato la situazione degli uliveti per il problema della Xylella fastidiosa.

Per dare una risposta scientifica a questi dubbi degli agricoltori possiamo fare riferimento ad un lavoro pubblicato nel  2001 dallo studioso  Alexander H. Purcell(Division of InsectBiology, University of California, Berkeley) dal titolo
“Temperature-DependentGrowth and Survival of Xylella fastidiosa in Vitro and in PottedGrapevines”.
In questo articolo scientifico si parla del batterio che causa la malattia di Pierce (PD) della vite. Lo studio è stato effettuato su coltura in vitro e su piantine di vite inoculate e sono stati valutati, nel tempo e a varie temperature i tassi di crescita di X. fastidiosa. Dallo studio è emerso che le basse temperature incidono profondamente sulla riduzione della popolazione del batterio. Il tasso di crescita ottimale per X. fastidiosa in vitro è stato determinato a circa 28 ° C che classifica X. fastidiosa tra i batteri mesofili (che amano il caldo).
Si è visto che in vitro già a 12 C° Xylella fastidiosa non si moltiplica.
Mentre nelle piante di vite sottoposte a temperature inferiori ai 5 C° si è ottenuta una importante riduzione di Xylella fastidiosa all’interno dei vasi xylematici. È  evidente che nelle piante molti sono i fattori che, oltre alla temperatura, possono entrare in gioco.

Considerando  la situazione degli ulivi salentini, alla luce delle conoscenze che abbiamo  su ceppi differenti da quello comunemente utilizzato nei nostri terreni, è più che concreto considerare il fatto  che temperature così eccezionali, registrate in questi giorni, abbiano inciso positivamente sulla quantità di inoculo di Xylella fastidiosa, riducendo il batterio considerevolmente.
Questo apporterà dei benefici nel complesso di fattori che insieme al batterio causano il disseccamento dei nostri ulivi, è importante valutare nei prossimi mesi gli effetti di queste temperature così rigide sul ceppo/i di Xylella presenti.
D’altro canto speriamo che queste temperature così estreme non durino ancora per molto altrimenti avremo l’effetto opposto, tutto ciò potrebbe stressare ulteriormente gli alberi già indeboliti.

E chissà se, ancora una volta la natura non venga incontro agli uomini, saccenti e boriosi, per dettare le sue leggi e ristabilire l’equilibrio perso. 

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